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 Vuoi diventare donatore di sangue ? Chiamaci ai numeri  333.60.69.863, al  338.64.85.253 oppure inviaci una e-mail all’indirizzo bucine.comunale@avis.it  Saremo lieti di rispondere a tutte le tue domande e a prenotarti un appuntamento presso il centro trasfusionale del nuovo ospedale del Valdarno……. Fare del bene è semplice e indolore

 

 

 

L'Avis di Bucine

L’AVIS Comunale di Bucine nasce la sera del 13 settembre 1984 alle ore 21,00 nell’Aula Consiliare del Comune, dove si incontrano i donatori di sangue di Bucine ed i rappresentanti del Consiglio di Zona del Valdarno Aretino.

Era stata fortemente sentita infatti all’epoca, la necessità di costituire una sezione AVIS in Bucine essendoci in detto territorio già 76 donatori iscritti e vedendo in prospettiva la potenzialità di incremento che forniva tutto il Comune di Bucine. Fu pertanto costituito un comitato locale per la realizzazione di detta sezione nelle persone di: Giuliano Bartolommei, Beniamino Casale, Vladimiro Gaggi, Stefano Gatti, Remigio Mannini e Marco Vaselli con il primo obiettivo di recepire una sede. La gestione dei donatori rimarrà comunque per tutto l’anno 1984 compito della sezione “limitrofa” di Montevarchi. Il 22 Dicembre 1984 si svolgono le elezioni del primo Consiglio e la sera del 27 Dicembre 1984 alle ore 21,00 presso il Distretto Socio Sanitario dell’USL 20/A in Via San Salvatore  15 a Bucine, dove nel frattempo era stata allestita la prima sede, vengono assegnate le cariche del primo consiglio. Presidente: Bartolommei Giuliano, Vicepresidente: Mannini Remigio, Segretario: Gatti Stefano, Vice Segretario: Maestrini Marta, Addetto stampa: Arcioni Enrico.

Il Consiglio si mette subito all’opera impegnandosi nello sviluppo della sezione al fine di incrementare il numero dei donatori.

Il 1 Dicembre 1985 Giuliano Bartolommei per motivi di lavoro non potendosi dedicare, come avrebbe voluto, allo sviluppo della Sezione, rassegna le dimissioni da presidente. Viene sostituito da Stefano Gatti che porta a termine il primo mandato triennale di presidenza venendo poi riconfermato per altri due mandati di seguito fino all’anno 1992.

Il 16 Gennaio 1986 il Presidente Gatti provvede a stipulare la prima convenzione con l’USL 20/A del Valdarno Superiore Sud e ad iscrivere l’associazione all’Albo Regionale del Volontariato.

L’attività della Sezione continua a ritmi costanti con significativi incrementi sulle donazioni fino al 1992 anno in cui si verifica una fase di stanca che porta ad una diminuzione anche sostanziosa del numero delle donazioni che spinge il presidente Gatti, in accordo con il Consiglio nel cercare nuovi stimoli e prospettive, alla decisione di non ricandidarsi alle successive elezioni del 1993. Questo perché, anch’egli per motivi di lavoro, non trova più il tempo necessario per svolgere la sua funzione, ed è  in procinto tra l’altro di trasferirsi da Bucine.

A seguito delle elezioni del 1993 inizia una fase nuova e molto più incisiva per l’attività della sezione; viene infatti nominato il terzo presidente nella storia dell’AVIS di Bucine che risulterà poi, almeno finora, il più longevo in questa carica. E’ Salvatore Formica che, facendo tesoro delle esperienze dei suoi predecessori, comincia a dare la sua impronta alla crescita della sezione. Viene messo in atto un piano triennale di iniziative e collaborazioni con l’Amministrazione Comunale e le Associazioni locali per cercare di dare più visibilità all’AVIS. Comincia anche un lento ma costante ringiovanimento del Consiglio con l'intento di dare un nuovo impulso alle iniziative.

Nel 1994, in occasione del decennale della fondazione, viene organizzata una grande festa  con la partecipazione delle Autorità cittadine e di circa 200 persone al pranzo sociale.

Gli anni seguenti vedono l’associazione costantemente impegnata sul territorio con iniziative a volte anche piccole ma tendenti sempre a cercare il contatto con i donatori; diventa pertanto una costante la presenza dei nostri gazebo in quasi tutte le feste e le sagre paesane del Comune di Bucine. La celebrazione dell’annuale festa del donatore diventa itinerante per le frazioni del Comune: da Bucine ad Ambra a San Pancrazio a Badia Agnano a Capannole e così via.

Nel 1998 iniziano anche le gite sociali portate avanti per diversi anni un pò in tutta Italia ed anche all’estero.

Nel 1999 l’AVIS di Bucine vola in Finlandia nel contesto dei Comuni Rurali d’Europa per dei convegni sul volontariato.

Il 3 settembre 2000 inizia il momento dei gemellaggi con le AVIS di altre regioni; infatti con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale nasce il gemellaggio con l’AVIS Comunale di Scurcola Marsicana (AQ), in Abruzzo, la cui cerimonia viene ripetuta il 16 settembre 2001 a Bucine.
Successivamente vi sarà anche il gemellaggio con l’AVIS di Pollenza (MC) nelle Marche.
Nel settembre 2004 la festa organizzata dieci anni prima per il decennale viene ripetuta in occasione del Ventennale della Fondazione della nostra sezione.
Dal 2004 al 2008 viene realizzata una rassegna fotografica dal titolo “uno sguardo oltre l’AVIS” con opere di artisti locali vicini alla nostra sezione prestate al fine di pubblicizzare la donazione del sangue.
Il 3 Febbraio 2009, nell’ottica di un rinnovamento dallo stesso richiesto, finisce l’era della presidenza Formica ed inizia quella del quarto presidente della storia della nostra sezione; viene infatti eletto Daniele Salvietti (nella foto), che già da alcuni anni faceva parte del Consiglio e come vicepresidente stava maturando la dovuta esperienza per prendere in mano le sorti della sezione.

 

Le origini dell'Avis

Le origini dell’Associazione risalgono al 1926, quando il dottor Vittorio Formentano sul Corriere della Sera di Milano, lanciò un appello per costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue. All’invito risposero 17 persone, che si riunirono nel 1927, dando vita alla prima Associazione Italiana di Volontari del Sangue.
Nell’occasione furono delineati gli obiettivi della futura associazione: soddisfare la crescente necessità di sangue dei diversi gruppi sanguigni, avere donatori pronti e controllati e lottare per eliminare la compravendita di sangue. L’Associazione Italiana di Volontari del Sangue si costituì ufficialmente a Milano nel 1929.
Nel 1950 AVIS viene riconosciuta dallo Stato con la Legge n. 49, mentre con la legge n. 592 del 1967 vengono regolamentate la raccolta, la conservazione e la distribuzione del sangue umano sul territorio nazionale. Dagli anni ’70 la diffusione dell’Associazione si fa sempre più capillare, grazie alla nascita delle sedi regionali.
Nel corso degli anni, lo Statuto è rimasto fedele ai principi indicati da Formentano. L’Associazione, come indicato all’articolo 2, è apartitica, aconfessionale, senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione e ideologia politica. È costituita da persone che donano il loro sangue volontariamente, periodicamente, gratuitamente, anonimamente e responsabilmente.
Con il passare degli anni è maturata una nuova cultura della donazione che ha sostituito agli ideali di eroismo, sacrificio e generosità caritatevole, lo spirito di consapevolezza dei bisogni, di responsabilità, di coscienza civica e di partecipazione.
Oggi AVIS è il garante del sangue in Italia poiché rappresenta chi, ispirato a principi solidaristici, mette a disposizione la materia prima indispensabile per il funzionamento e l’autosufficienza del sistema trasfusionale nazionale.
Inoltre, riafferma la centralità e il ruolo attivo del donatore nel “sistema sangue” e si fa promotrice di una nuova cultura della donazione e del volontariato e di una moderna ed efficiente gestione della politica trasfusionale.
Nel 2007 l’Associazione ha festeggiato l’Ottantesimo anniversario di fondazione con una ricca serie di manifestazioni.
Tra queste, le udienze ufficiali con Sua Santità Benedetto XVI, con il Presidente della Repubblica Napolitano
e con il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi. È stato inoltre pubblicato un libro, intitolato “80 anni di Avis. Una grande storia italiana” che ripercorre la nascita e la diffusione dell’Associazione su tutto il territorio nazionale, con una ricca collezione di fotografie e documenti ufficiali che testimoniano il grande impegno dei volontari nella promozione della donazione di sangue.
Forte è anche la volontà di rendicontare i propri soci e gli stakeholders sulle attività svolte nel corso dell’anno: per questo motivo nel 2008, in occasione della 72^Assemblea generale, è stata presentata la prima edizione del Bilancio Sociale.
Negli ultimi anni AVIS ha intensificato il proprio impegno anche nella promozione della donazione tra gli stranieri presenti nel nostro Paese (nel 2006 è stato creato un Osservatorio per la cultura del dono del sangue) e all’estero, come dimostra la fondazione, avvenuta nel 2006, di AVIS – Associazione Volontariato Argentino del Sangue.
Avere un servizio trasfusionale efficiente e sicuro è un diritto per tutti i cittadini. L’attività di AVIS è finalizzata alla promozione di una donazione del sangue che garantisca la sicurezza del donatore e del ricevente. Per questo motivo, prima della donazione, ogni aspirante donatore viene sottoposto a un colloquio e a una visita medica accurata.
AVIS annovera fra le proprie fila solo donatori periodici che donano il sangue a intervalli regolari e sono sottoposti a costanti monitoraggi del proprio stato di salute.
Tutte le sacche di sangue raccolte vengono validate con un numero progressivo dalle Strutture Trasfusionali pubbliche presso cui è stata effettuata la donazione. Tale indicazione viene poi riportata sull’apposito Registro delle Donazioni del sangue e sulla cartella clinica del paziente. Così, qualora si dovessero verificare casi di malattie post-trasfusionali, è possibile risalire sempre alla provenienza del sangue, bloccando l’attività donazionale della persona.
In Italia il sistema trasfusionale è regolamentato dalla legge n. 219 del 27 ottobre 2005, “Nuova Disciplina delle attività trasfusionali e della produzione degli emoderivati” e da numerosi decreti di attuazione. La legge, che definisce il modello organizzativo generale del sistema trasfusionale, individua le principali istituzioni coinvolte nel raggiungimento degli obiettivi e ne ritaglia ruoli e competenze.
Nel 2007 in Italia sono state complessivamente raccolte oltre 2.440.479 unità di sangue intero (dati ISS 2007), a fronte di un fabbisogno annuo di 2.433.819 unità, calcolate in base ai parametri previsti nel Piano Sangue e Plasma.
L’autosufficienza non è però raggiunta in modo omogeneo sul territorio italiano, dal momento che esistono ancora squilibri tra regioni eccedentarie e regioni carenti. L’indice nazionale di produzione di unità di sangue intero per 1000 residenti nel 2007 risulta pari a 41,5, in linea con i Paesi europei a elevato sviluppo economico.
Per quanto riguarda il plasma avviato alla lavorazione industriale per la produzione di farmaci, nel 2007 ne sono stati raccolti complessivamente 607.290 kg, per una media di 10,34 kg ogni 1000 abitanti. Va sottolineato che, confrontando i dati nel periodo 2005-2007, l’invio di plasma alla produzione industriale tende a crescere di anno in anno e questo permette di prevedere incrementi sensibili per gli anni venturi. Anche nella raccolta di plasma si registra, inoltre, una disomogeneità tra regioni che si collocano al di sopra della media nazionale e altre che sono al di sotto di questa soglia.

 

 

 

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